Origini e caratteristiche del progetto-seconda parte
D’altro canto la coesistenza nel concetto di bene culturale sia di peculiari valori materiali intrinseci, sia di pregnanti significati storici insiti nei monumenti architettonici, nell’opera d’arte, nel manufatto archeologico o nel documento archivistico, ha sempre esercitato una potente attrattiva sul mondo dell'informatica, per l’analisi e lo sviluppo di sistemi innovativi finalizzati all’organizzazione della conoscenza di entità complesse da classificare e mettere concettualmente e logicamente in relazione tra loro. Da questa reciproca attenzione tra due mondi, apparentemente antitetici e distanti per tradizioni di studio, metodologie e ambiti di interesse, è nato un filone di ricerca interdisciplinare e congiunta che ha potuto annoverare significative esperienze in molte parti di Italia, ma che si è affermato precocemente anche nella città partenopea, mediante l’esecuzione di attività e progetti sperimentali non solo circoscritti all’ambiente accademico, ma aperti anche alla partecipazione fattiva degli Istituti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che dall’Unità d’Italia provvedono alla tutela del patrimonio storico-culturale nazionale salvaguardandone la conservazione e la memoria per le generazioni future, spesso raggiungendo risultati di eccellenza dal punto di vista scientifico. Il contesto campano e in particolare quello napoletano, peraltro, con la sua stratificazione storica millenaria e con la diffusione capillare sul territorio di siti, monumenti e manufatti di interesse archeologico, architettonico, storico-artistico e culturale, per i quali il centro storico di Napoli è stato inserito nel 1995 nell’elenco dei siti appartenenti al Patrimonio Mondiale dell’Umanità stilato dall’Unesco
[4], ha offerto un campo di sperimentazione privilegiato per questo tipo di attività, grazie anche ad una rinnovata sensibilità manifestata da alcune Fondazioni culturali locali e dall’Amministrazione comunale.
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